Un trekking tra i più spettacolari della Liguria
Ci sono cammini che lasciano il segno, e poi c’è Monesteroli, un luogo che sembra scolpito nel sogno. Un borgo minuscolo, abbarbicato su una scogliera, raggiungibile solo tramite una scalinata di pietra che scende vertiginosamente verso il mare. È uno di quei posti dove la fatica incontra la meraviglia, e ogni passo regala panorami da togliere il fiato — letteralmente.
Dove si trova Monesteroli e perché è così speciale
Monesteroli si trova in Liguria, nel tratto di costa tra Riomaggiore e La Spezia, all’interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre. È una minuscola frazione del borgo di Tramonti di Biassa, celebre per la sua posizione incredibile: un pugno di case affacciate direttamente sul mare, raggiungibili solo a piedi o via mare. Un borgo sospeso sul mare.
Un capolavoro di pietra e fatica: la scalinata di 1.100 gradini
La scalinata di Monesteroli è il vero simbolo di questo trekking: oltre 1.100 gradini di pietra, senza passamano, costruiti dai contadini di un tempo per raggiungere i terrazzamenti dove coltivavano vite e ulivi. Un capolavoro di ingegno e resistenza, ma anche una sfida per chi teme l’altezza.
Non è un percorso per tutti: la sensazione di vuoto è reale e costante, ma la ricompensa — una vista sconfinata sul blu del mare — ripaga ogni goccia di sudore.
Punto di partenza: Campiglia, porta delle meraviglie
Il trekking parte dal borgo di Campiglia, a circa 400 metri di altitudine, già protagonista di altri percorsi spettacolari nella zona. Da qui si imbocca il sentiero 535 in direzione Schiara–Monesteroli, un tratto che introduce gradualmente alla magia del paesaggio ligure: boschi, muretti a secco e profumo di mare.
Dati tecnici del trekking
- Partenza e arrivo: Campiglia
- Lunghezza: circa 7 km
- Dislivello totale: circa 1.300 metri
- Durata media: 4–5 ore (pause escluse)
- Difficoltà: impegnativa
Nonostante la lunghezza relativamente contenuta, il dislivello lo rende un percorso faticoso, adatto a escursionisti allenati. Il tratto della scalinata richiede equilibrio, concentrazione e un passo sicuro, sia in discesa che in salita.
Sul sentiero 535 verso Schiara e Monesteroli
Dopo aver lasciato Campiglia, il sentiero si addentra in un fitto sottobosco mediterraneo, con un piacevole alternarsi di salite e discese. Si attraversa un breve tratto di strada asfaltata prima di tornare sul sentiero, che conduce fino alla fontana di Nozzano — un punto perfetto per una sosta e per riempire la borraccia.
Il sentiero 536 e la discesa panoramica verso Monesteroli
Dal bivio della fontana parte il sentiero 536, e da qui inizia la vera avventura. Il bosco si apre, e davanti a te appare il mare in tutta la sua immensità. È il punto in cui ci si rende conto di essere sospesi tra cielo e acqua, circondati solo dal vento e dal silenzio.
Gli scalini di pietra: fascino e timore
La scalinata comincia con gradoni larghi e regolari, che poi si fanno sempre più stretti e irregolari. Ogni passo richiede attenzione: lo sguardo vorrebbe perdersi nel panorama, ma conviene fermarsi per godere della vista in sicurezza. È una discesa che ti toglie il fiato — in tutti i sensi.
Il borgo di Monesteroli: un luogo sospeso nel tempo
Monesteroli è formato da poche case di pietra, spesso chiuse o utilizzate come seconde abitazioni. È un borgo che racconta una vita dura, legata al mare e alla terra. Qui non ci sono bar né negozi, solo il rumore delle onde e il canto dei gabbiani.

La dura risalita: la vera sfida del percorso
Dopo una pausa rigenerante, arriva il momento di affrontare la risalita. Non c’è modo di evitarla: i gradini che hai disceso con curiosità ora si trasformano in una prova di resistenza. È una salita lenta, faticosa, che mette alla prova le gambe e la mente. Ma passo dopo passo, la vista alle spalle ti spinge a continuare.
Verso Fossola di Tramonti e Sant’Antonio
Una volta tornati al bivio, si prosegue a sinistra sul sentiero 534 verso Fossola di Tramonti. Il tracciato si snoda nel bosco, più fresco e ombreggiato, fino a raggiungere Sant’Antonio, dove si può finalmente fare una sosta e magari gustare un panino o una merenda.
L’Alta Via delle Cinque Terre fino a Campiglia
Da Sant’Antonio si imbocca un tratto dell’Alta Via delle Cinque Terre, che riporta a Campiglia, chiudendo così l’anello. È un tratto dolce e panoramico, perfetto per lasciarsi alle spalle la fatica e godersi gli ultimi scorci del paesaggio ligure.

Quando andare: le stagioni migliori
Le stagioni ideali sono primavera e autunno, quando le temperature sono miti e il sole non picchia troppo forte. In estate il calore può rendere la salita quasi proibitiva.
Chi dovrebbe evitarlo: non per chi soffre di vertigini
Il percorso non è consigliato a chi soffre di vertigini o problemi di equilibrio: la sensazione di vuoto è costante e la scalinata non ha protezioni. Meglio evitare nei giorni di pioggia o con terreno scivoloso.
Curiosità e storia di Monesteroli
Monesteroli nasce come insediamento agricolo, collegato ai terrazzamenti coltivati a vite e ulivo. I contadini scendevano quotidianamente la lunga scalinata per lavorare e trasportare i prodotti. Oggi questi terrazzamenti fanno parte di un paesaggio riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Perché vale la pena affrontare la fatica
Nonostante la durezza del percorso, Monesteroli regala una delle esperienze più autentiche della Liguria: il contatto diretto con la natura, il silenzio, il senso di libertà. È un cammino che unisce timore e stupore, dove la fatica diventa parte della bellezza.
Un’esperienza che resta nel cuore
La scalinata di Monesteroli non è solo una camminata, ma anche una prova di coraggio e meraviglia. È uno di quei luoghi che insegnano che la bellezza va conquistata, passo dopo passo. E quando arrivi in cima, guardando indietro verso il mare, capisci che sì — ne è davvero valsa la pena.
Post non sponsorizzato

Davvero bravi deve essere una esperienza indimenticabile!
Mooolto