Un bosco in inverno con al centro un albero e segnaletica Cai con indicazione per sentiero di trekking
Punto culmine del percorso

L’Appennino nasconde luoghi sorprendenti, piccoli borghi dimenticati e sentieri che sembrano sospesi nel tempo. Uno di questi itinerari è il trekking che collega Fossato a Chiapporato, un percorso semplice ma estremamente suggestivo che attraversa boschi, torrenti e paesaggi tipici dell’Appennino. Non si tratta di un’escursione lunga o particolarmente impegnativa, ma possiede una caratteristica che la rende davvero speciale: la destinazione è un borgo quasi completamente abbandonato, immerso nel silenzio della montagna. 

Il trekking parte dal pittoresco borgo di Fossato, nel comune di Cantagallo, e segue il sentiero CAI 21A fino a raggiungere Chiapporato, una piccola località montana ormai in gran parte disabitata. L’escursione si svolge nel cuore dell’Appennino Tosco‑Emiliano, tra Toscana ed Emilia-Romagna, un territorio ricco di storia, boschi di castagno e panorami aperti. 

Questa camminata è perfetta per chi cerca un trekking breve ma ricco di fascino. Il percorso alterna tratti nel bosco, guadi di piccoli torrenti e scorci panoramici sui versanti appenninici. A rendere l’esperienza ancora più interessante è la sensazione di attraversare un luogo sospeso tra passato e presente, dove la natura sta lentamente riconquistando gli spazi un tempo abitati dall’uomo. 

Dove si trova Fossato e perché è un ottimo punto di partenza 

Il trekking prende il via dal piccolo borgo di Fossato, situato a circa 700 metri di altitudine sull’Appennino pratese. Questo paese ha origini molto antiche e la sua posizione sul crinale lo ha reso per secoli un luogo strategico tra Toscana ed Emilia. In epoca medievale fu coinvolto nelle vicende politiche tra i conti locali e le città vicine, passando infine sotto il dominio fiorentino nel XV secolo.  

Passeggiare tra le sue vie significa entrare in un borgo curato e sorprendentemente colorato. Le case sono ben tenute, le facciate spesso dipinte con tonalità vivaci e l’atmosfera è quella tipica dei piccoli paesi appenninici, dove il tempo sembra scorrere più lentamente. Prima di partire per l’escursione vale la pena fare due passi tra le stradine del paese e magari salire fino alla chiesa di San Lorenzo, uno dei simboli storici del borgo. 

Fossato rappresenta anche un ottimo punto di partenza per diverse escursioni. Alcuni sentieri collegano infatti la zona con altri luoghi dell’Appennino, tra boschi, mulini e antichi insediamenti montani. Non a caso negli ultimi anni il territorio è stato valorizzato con nuovi itinerari escursionistici dedicati al trekking e alla scoperta dei borghi della Val di Bisenzio.  

Scheda tecnica dell’escursione Fossato – Chiapporato 

Caratteristica Dato 
Punto di partenza Fossato 
Punto di arrivo Chiapporato 
Tipo di percorso Andata e ritorno 
Sentiero CAI 21A 
Lunghezza totale circa 8–10 km 
Dislivello circa 300 m 
Tempo medio 3 – 4 ore con soste 
Difficoltà Escursionistico (E) 

Il sentiero CAI 21A collega diversi punti dell’Appennino e rappresenta uno dei percorsi storici che attraversano quest’area. In alcune varianti più lunghe può arrivare a oltre 13 km complessivi, ma il tratto tra Fossato e Chiapporato è decisamente più breve e accessibile.  

Livello di difficoltà e periodo consigliato 

Dal punto di vista tecnico si tratta di un trekking di difficoltà escursionistica (E), quindi adatto alla maggior parte degli escursionisti con un minimo di allenamento. Il dislivello non è eccessivo e la salita è piuttosto graduale, anche se costante in alcuni tratti. 

Il periodo migliore per affrontare questo percorso è primavera e autunno. In queste stagioni i boschi appenninici offrono il meglio di sé. In primavera il verde è intenso e i torrenti sono ricchi d’acqua, mentre in autunno i castagni regalano colori spettacolari. 

Partenza dal centro del borgo di Fossato 

Il trekking parte direttamente dal centro del paese. Dopo aver attraversato le vie principali di Fossato, si intercettano facilmente i segnavia bianco-rossi del sentiero 21A

Il sentiero inizia con una lieve discesa che conduce rapidamente fuori dal paese. In pochi minuti si entra nel bosco e l’ambiente cambia completamente: il silenzio diventa protagonista e il rumore del vento tra gli alberi accompagna i primi passi. 

Il primo tratto in discesa nel bosco 

Questo tratto iniziale è molto piacevole e consente di prendere ritmo senza fatica. Il sentiero è abbastanza evidente e attraversa un bosco tipico dell’Appennino, dominato da castagni e altre specie montane. 

Il bivio del fiumiciattolo: attenzione a non sbagliare sentiero 

Dopo il primo tratto di discesa si arriva a un piccolo incrocio vicino a un ruscello. Qui il sentiero prosegue lungo il corso d’acqua, ma è molto facile sbagliare e continuare dritto seguendo una traccia meno evidente. Questo falso sentiero può ingannare diversi escursionisti, soprattutto se non si presta attenzione alla segnaletica. 

Il consiglio è semplice: fermarsi un momento, osservare bene i segnavia e verificare la direzione corretta. Una volta individuato il percorso giusto, l’escursione prosegue senza particolari difficoltà. 

Il guado del torrente e l’inizio della salita 

Proseguendo lungo il sentiero si raggiunge dopo poco un piccolo guado. Non si tratta di un attraversamento particolarmente complicato, ma in periodi piovosi il livello dell’acqua può aumentare leggermente. 

La salita graduale tra castagni e natura appenninica 

Superato il guado cambia completamente la dinamica del percorso. Da questo punto in poi il sentiero inizia a salire, ma lo fa in modo progressivo e mai troppo ripido. 

La salita attraversa boschi molto belli e ben conservati. In alcuni punti il sentiero è incorniciato da grandi castagni, alberi che per secoli hanno rappresentato una risorsa fondamentale per le popolazioni dell’Appennino. 

Il panorama su Fossato e la prima vista su Chiapporato 

Durante la salita si arriva a uno dei momenti più belli dell’escursione. Improvvisamente il bosco si apre e davanti agli occhi appare un panorama sorprendente

Da un lato si vede chiaramente il borgo di Fossato, con le sue case raccolte sul crinale. Dall’altro lato, quasi nascosto tra la vegetazione, compare la sagoma del borgo di Chiapporato, che rappresenta la meta dell’escursione. 

Chiapporato: il fascino di un borgo abbandonato 

Storia e abbandono del paese 

Arrivati a Chiapporato si ha immediatamente la sensazione di trovarsi in un luogo fuori dal tempo. Le case in pietra sono in gran parte diroccate e la vegetazione sta lentamente riconquistando gli spazi. 

Oggi Chiapporato è considerato quasi un borgo fantasma, anche se in passato alcune persone hanno continuato a vivere qui fino a tempi relativamente recenti. 

Il ritorno a Fossato lungo lo stesso sentiero 

Dopo la pausa si riparte seguendo lo stesso sentiero 21A a ritroso. Il primo tratto è in discesa e riporta lentamente verso il guado del torrente. 

La discesa è piacevole e permette di osservare con calma alcuni dettagli del bosco che magari durante la salita erano passati inosservati. 

L’ultima salita prima di rientrare al paese 

Superato il guado resta l’ultimo tratto del trekking. Qui il sentiero torna a salire leggermente fino a riportare al borgo di Fossato. 

È una salita breve ma abbastanza costante. Dopo alcune ore di cammino si fa sentire un po’, ma proprio per questo rende ancora più soddisfacente il ritorno al punto di partenza. 

Il trekking da Fossato a Chiapporato è uno di quei percorsi che dimostrano come non servano grandi dislivelli o lunghe distanze per vivere un’esperienza intensa in montagna. 

È un’escursione che vale la pena ripetere più volte, magari in stagioni diverse, perché ogni periodo dell’anno regala un volto nuovo a questi luoghi. 

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