Se ami il trekking sull’Appennino bolognese e cerchi un percorso che unisca natura, arte e panorami aperti, l’anello della Boom Montana Land Art a Monghidoro potrebbe sorprenderti. Era da un po’ che volevo esplorarlo. Sai quei sentieri che restano lì, nella lista dei desideri? Ecco, questo era uno di quelli.
Nonostante una giornata fredda e avvolta dalla nebbia, sono finalmente partita. Ho visto solo il Tritone – una delle installazioni più iconiche – ma è bastato per rendere l’escursione davvero speciale.
Dove si trova Monghidoro e perché sceglierlo per un trekking
Monghidoro si trova sull’Appennino bolognese, lungo la storica Via degli Dei. È una zona perfetta per chi ama il trekking tra boschi, crinali e piccoli borghi di montagna.
Qui il paesaggio cambia continuamente: tratti aperti con viste sull’Alpe Croce, boschi silenziosi, radure e installazioni artistiche che sembrano sbucare dal nulla.
Se cerchi un’escursione fuori dalle rotte troppo affollate, questo è il posto giusto.
La Boom Montana Land Art: natura e arte che si incontrano
La Boom Montana Land Art è un progetto che valorizza il territorio attraverso installazioni realizzate con legni caduti. Arte e natura non si sovrappongono: si fondono.
Le sculture sono realizzate utilizzando materiali naturali. Questo significa rispetto per l’ambiente e integrazione totale nel paesaggio.
Informazioni tecniche sull’anello di trekking
L’anello completo della Boom Montana Land Art può arrivare a circa 100 km considerando tutte le varianti. Il mio percorso, naturalmente, è stato molto più breve e adatto a un’escursione giornaliera.
Difficoltà: medio-facile.
Sentieri ben segnati CAI.
Adatto a chi ha un minimo di allenamento.
Periodo migliore per percorrerlo
Primavera e autunno sono ideali. In estate può fare caldo nei tratti esposti, in inverno serve attrezzatura adeguata.
Io l’ho fatto in una giornata fredda e nebbiosa. Atmosfera suggestiva? Sì. Panorama? Purtroppo, no.
Segnaletica CAI e sentieri 907, 905 e 909
Il percorso segue:
- CAI 907 (salita)
- CAI 905 (discesa)
- CAI 909 (rientro a Piamaggio)
Segnaletica chiara e ben mantenuta.
Partenza da Piamaggio: l’inizio dell’escursione
Sono partita da Piamaggio. Piccolo borgo tranquillo, perfetto come punto di partenza.
Il tratto iniziale su strada asfaltata
Il sentiero 907 inizia in salita su strada asfaltata, circondata da ville molto curate. È un inizio dolce, quasi ingannevole. Poi la montagna cambia volto.
L’ingresso nel bosco lungo il CAI 907
Appena finisce l’asfalto, si entra nel bosco. Il rumore si attenua, l’aria diventa più fresca. Il sentiero resta sempre ben segnato e la salita è costante ma mai proibitiva.
È uno di quei tratti che ti fanno entrare nel ritmo del trekking.
Prato dell’Uomo Gobbo e Rifugio Frantorno
Qui trovi il nuovo Rifugio Frantorno e un’area verde ben curata. È un punto perfetto per una pausa, per mangiare qualcosa e godersi l’ambiente.
In una giornata limpida, il paesaggio dev’essere meraviglioso.

Il Tritone della Boom Montana Land Art
Ed eccolo lì: il Tritone. Un’opera potente, interamente in legno, che sembra emergere dalla terra.
Nonostante la nebbia, è stato emozionante. A volte non serve vedere tutto. Basta un dettaglio per rendere un trekking memorabile.
Verso Croce dell’Alpe tra storia e spiritualità
Si prosegue sempre sul 907, evitando la strada sterrata.
Le rovine della vecchia osteria
Lungo il percorso si incontrano le rovine di una vecchia osteria. Resti silenziosi che raccontano storie di viandanti e pastori.
La suggestiva Via dei Presepi
Poi arriva uno dei tratti più particolari: la Via dei Presepi.
Una scalinata piena di presepi in ogni anfratto. Piccoli, grandi, semplici, elaborati. È come attraversare una galleria d’arte popolare a cielo aperto.
Un mix di spiritualità e tradizione che sorprende.
La terrazza panoramica inaugurata nel 2025
Arrivati alla Croce dell’Alpe, c’è una terrazza panoramica inaugurata nel luglio 2025.
Quel giorno? Nebbia fitta.
Ma so che, con cielo limpido, il panorama sull’Appennino deve essere incredibile. È uno di quei punti che meritano una seconda visita.
Discesa sul sentiero 905 verso Ca’ dei Brescandoli
Vista la giornata fredda, abbiamo deciso di accorciare.
Alternativa verso il Balzo dell’Arcigno
Inizialmente l’idea era proseguire fino al Balzo dell’Arcigno, ma la visibilità limitata ci ha fatto cambiare programma.
In montagna bisogna sapersi adattare. Non è una gara.
Rientro a Piamaggio con il sentiero 909
Dal 905 siamo scesi verso Ca’ dei Brescandoli e poi rientrati a Piamaggio con il 909, che termina su strada sterrata.
Discesa tranquilla, bosco silenzioso, passo regolare. La classica chiusura perfetta di un anello trekking di circa 12 km per un totale di ascesa vicino ai 1000 mt.
Perché consiglio questo anello di trekking a Monghidoro
Perché unisce tutto quello che amo del trekking:
- Natura autentica
- Arte integrata nel paesaggio
- Sentieri CAI ben segnati
- Punti panoramici sull’Alpe Croce
Natura, arte e panorami dell’Alpe Croce
L’Alpe Croce è uno di quei luoghi che ti ricordano perché cammini. Anche se quel giorno non ho visto il panorama, so che tornerò.
Un’esperienza che rifarei? Assolutamente sì
Magari in primavera, con il cielo limpido. Magari per vedere anche le altre installazioni della Boom Montana!
Il trekking a Monghidoro lungo l’anello della Boom Montana Land Art è un’esperienza completa: arte, storia, natura e sentieri ben tracciati. Anche in una giornata fredda e nebbiosa, riesce a regalare emozioni autentiche.
Non sempre serve il sole per vivere una bella escursione. A volte basta partire.
Post non sponsorizzato

Mi hai messo tanta curiosità 👀 in primavera vengo anch’io
Volentieri