Un trekking panoramico nel cuore dell’Appennino bolognese
Questo trekking è una vera immersione nella natura dell’Appennino. Si parte da uno dei boschi più suggestivi della zona e si cammina lungo sentieri storici che collegano versanti diversi della montagna. Il percorso alterna tratti nel bosco fitto a punti panoramici aperti dove lo sguardo può spaziare verso il Corno alle Scale, verso il Lago del Brasimone e infine verso il grande bacino del Lago di Suviana.
L’aspetto più bello di questa escursione è probabilmente la varietà del paesaggio. In poche ore si attraversano ambienti completamente diversi: il castagneto secolare del Poranceto, le creste panoramiche del Passo Balinello, i piccoli borghi dell’Appennino e le rive del lago. È uno di quei percorsi che non stancano mai, perché ad ogni curva del sentiero c’è qualcosa di nuovo da osservare.
Non si tratta del classico giro ad anello, ma proprio per questo conserva un sapore diverso: è un percorso lineare che attraversa ambienti molto vari tra boschi secolari, panorami sui laghi e scorci di montagna autentica. Per chi ama il trekking lento e contemplativo, questo itinerario rappresenta una perfetta giornata di cammino: non troppo tecnico, ma capace di regalare emozioni autentiche.
Il punto di partenza: il bosco secolare del Poranceto
L’escursione parte da uno dei luoghi naturalistici più affascinanti dell’Appennino bolognese: il Poranceto, un bosco storico immerso nel Parco regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone.

Questo luogo non è un semplice castagneto, ma un vero e proprio monumento naturale. Qui crescono castagni secolari giganteschi, alcuni dei quali possono raggiungere dimensioni impressionanti con tronchi che arrivano fino a 8 metri di diametro. Camminare tra questi alberi significa attraversare una sorta di cattedrale vegetale, dove la luce filtra tra i rami contorti creando un’atmosfera quasi fiabesca.
Il Poranceto si trova nel comune di Camugnano, a circa un’ora da Bologna, ed è una meta molto amata dagli escursionisti proprio per l’atmosfera particolare che si respira. Qui il tempo sembra scorrere più lentamente. Gli alberi raccontano secoli di storia e testimoniano l’importanza che la castanicoltura ha avuto per la vita delle comunità montane. Per generazioni, infatti, le castagne sono state una vera risorsa alimentare per gli abitanti dell’Appennino.
Passeggiando nel bosco si incontrano anche antichi edifici rurali legati proprio alla lavorazione delle castagne: vecchi essiccatoi, stalle e fienili recuperati oggi come strutture didattiche e museali.
Questo luogo rappresenta quindi non solo un ambiente naturale di grande valore, ma anche una memoria vivente della cultura montana.
Un castagneto monumentale nel Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone
Il Poranceto fa parte del Parco regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, una delle aree naturali più importanti dell’Appennino bolognese. Il parco tutela un territorio ricco di biodiversità, dove boschi di faggio, castagno e quercia si alternano a laghi artificiali creati per la produzione di energia idroelettrica.
Il castagneto del Poranceto è uno degli ambienti più iconici dell’area protetta. Qui gli alberi sono veri e propri giganti della natura: molti hanno tronchi cavi, rami contorti e forme spettacolari che raccontano secoli di crescita. Non è raro imbattersi in castagni che sembrano usciti da una fiaba.
Il Museo del Bosco del Poranceto
Il museo è ospitato in un edificio rurale recuperato e racconta il rapporto tra uomo e foresta nell’Appennino. L’esposizione è divisa in diverse sezioni dedicate ai principali tipi di bosco della zona: querceti, faggete, castagneti e rimboschimenti di conifere. Vengono spiegati gli aspetti botanici e naturalistici di questi ambienti, ma anche il loro utilizzo tradizionale da parte delle comunità locali.
Una parte particolarmente interessante del museo riguarda proprio la civiltà della castagna: la raccolta, la lavorazione e l’importanza che questo frutto ha avuto per l’economia montana.
Visitare il museo prima di partire per il trekking è un modo perfetto per entrare nel contesto del territorio. Dopo aver conosciuto la storia del bosco, camminare tra i suoi sentieri assume tutto un altro significato.
Dati tecnici del trekking Poranceto – Passo Balinello – Stagno – Badi
| Caratteristica | Dati indicativi |
| Punto di partenza | Poranceto |
| Punto di arrivo | Badi |
| Lunghezza | circa 13–15 km |
| Difficoltà | E (escursionistico) |
| Dislivello | circa 500–600 m |
| Sentieri principali | 11 AVP, 155 |
| Periodo consigliato | primavera, estate, autunno |
Si tratta di un trekking adatto a escursionisti con un minimo di allenamento. Il dislivello non è eccessivo, ma alcuni tratti presentano salite decise e discese che richiedono attenzione.

Dal Poranceto al sentiero 11 verso Brasimone e Barbamozza
Dal parcheggio del Poranceto si imbocca subito il sentiero 11, che segue anche il tracciato dell’Alta Via dei Parchi. Fin dai primi metri il percorso entra nel bosco e comincia con una salita abbastanza decisa.
Questa prima parte dell’escursione è forse una delle più suggestive. I castagni secolari accompagnano i primi passi e il sentiero si snoda tra radici, foglie e tratti di terra compatta. Il silenzio è quasi totale, rotto solo dal rumore dei passi e dal canto degli uccelli.
Dopo poco tempo il bosco comincia ad aprirsi e compaiono i primi scorci panoramici. Nelle giornate limpide lo sguardo si allunga fino al Corno alle Scale, spesso innevato nei mesi più freddi.
La prima salita e il panorama sul Corno alle Scale
Continuando a seguire il sentiero 11 AVP, il percorso cambia lentamente versante e gira attorno al Monte di Baigno. Qui il paesaggio si trasforma: il bosco lascia spazio a tratti più aperti da cui si intravedono le acque del Lago del Brasimone.
Lungo il cammino si passa anche nei pressi dell’agriturismo Barbamozza, un punto di riferimento per chi frequenta questa zona dell’Appennino. Dopo aver lasciato alle spalle i prati, il sentiero rientra nuovamente nel bosco e diventa più stretto.
Qui la salita torna a farsi più decisa.
La salita nel bosco fino al Passo Balinello
La parte finale della salita verso il Passo Balinello è probabilmente il tratto più impegnativo del trekking. Il sentiero si arrampica nel bosco con pendenze più marcate e il terreno può essere umido soprattutto dopo periodi di pioggia.
Ma lo sforzo viene ripagato ampiamente.
Quando si arriva al passo il panorama si apre improvvisamente e si ha la sensazione di essere arrivati in uno di quei luoghi che restano impressi nella memoria. È uno di quei punti dell’Appennino dove il tempo sembra fermarsi.
Il mio luogo del cuore sull’Appennino bolognese
Il Passo Balinello è uno di quei luoghi che, una volta scoperti, diventano quasi un piccolo rifugio personale. Il panorama è ampio e silenzioso, perfetto per una pausa.
Qui la sosta panoramica è praticamente obbligatoria, inutile ripetermi.
Sedersi su un sasso, mangiare qualcosa e osservare le montagne circostanti è uno dei piccoli piaceri del trekking. In questi momenti ci si ricorda perché camminare in Appennino è così speciale.
Dal Passo Balinello a Stagno sul sentiero 155
Dopo la pausa si riprende il cammino imboccando il sentiero 155 in direzione Stagno.
Qui il percorso cambia completamente carattere perché inizia una lunga discesa nel bosco. Il sentiero scende tra alberi e tornanti, attraversando una zona molto tranquilla e poco frequentata.
La discesa richiede attenzione soprattutto quando il terreno è bagnato, ma nel complesso il percorso è piacevole e scorrevole.
Dopo qualche chilometro si esce dal bosco e si raggiunge il piccolo abitato di Stagno, affacciato sul lago.
Il rientro su asfalto verso il Lago di Suviana
Una volta arrivati a Stagno si pone spesso la stessa domanda: quale strada prendere per il rientro?
Nel nostro caso il fondo dei sentieri era ancora molto bagnato e scivoloso, quindi abbiamo scelto di restare sull’asfalto. È una soluzione meno “selvaggia”, ma decisamente più sicura in certe condizioni.
Dal paese si scende verso la Pro Loco e si continua fino al Mulino dei Sassi, il punto in cui inizia il Lago di Suviana.
Questo lago è uno dei bacini più grandi dell’Appennino bolognese e contiene circa 46,7 milioni di metri cubi d’acqua, utilizzati sia per la produzione di energia idroelettrica sia per attività turistiche e sportive.
Dal Mulino dei Sassi alla SP43
Dal Mulino dei Sassi si continua ancora su strada invece di prendere il sentiero lungo lago, che può risultare molto scivoloso.
La strada non è trafficata ma presenta una salita abbastanza lunga che porta fino all’incrocio con la SP43. Questo tratto può risultare un po’ faticoso dopo tanti chilometri di cammino.
Fortunatamente, una volta raggiunta la provinciale, la strada diventa quasi pianeggiante.
L’arrivo a Badi e le viste sul Lago di Suviana
Gli ultimi chilometri portano alla località di Badi, piccolo borgo affacciato sul Lago di Suviana.
Arrivare qui dopo una giornata di cammino ha qualcosa di estremamente soddisfacente. Il lago appare tra gli alberi e l’atmosfera è quella tipica dei paesi di montagna.
Perché questo trekking è uno dei più belli dell’Appennino bolognese
Questo itinerario racchiude molti degli elementi che rendono speciale il trekking in Appennino:
- boschi secolari
- panorami sui laghi
- sentieri storici
- piccoli borghi montani
In pochi chilometri si attraversa un territorio ricco di storia naturale e culturale.
Consigli pratici per affrontare l’escursione
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