Appennino Bolognese: un percorso di trekking tra storia e natura
Dopo una lunga pausa estiva, fatta di riposo ma anche di pensieri e scelte personali, la voglia di tornare a camminare era fortissima. Così, domenica scorsa, ho deciso di riprendere sul serio le mie escursioni con un giro che profuma di casa: il trekking al Rifugio di Monte Cavallo nell’Appennino Bolognese. Un percorso che unisce storia, natura e panorami mozzafiato, con quel pizzico di fatica che ti fa sentire vivo.
Perché scegliere l’Appennino Bolognese
L’Appennino Bolognese è spesso sottovalutato, eppure regala esperienze autentiche. Qui la natura è selvaggia, i boschi fitti, i borghi ancora genuini. Non serve andare lontano per trovare pace e sentieri ricchi di fascino: basta lasciarsi guidare dai vecchi tracciati che collegano montagne e vallate.
Il Rifugio di Monte Cavallo: storia e curiosità
Un tempo il Rifugio di Monte Cavallo era una meta domenicale amatissima. Aperto era un punto di ritrovo che oggi purtroppo non esiste più nella sua funzione originaria. Vederlo chiuso lascia un po’ di nostalgia, ma resta un luogo speciale da raggiungere a piedi ed in bicicletta.
Punto di partenza: Case Calistri
La nostra escursione parte da Case Calistri, un piccolo borgo oltre Granaglione, a circa 800 metri di altitudine. Qui il tempo sembra scorrere più lento, e il silenzio del mattino è rotto solo dai passi che danno inizio alla salita.
Il sentiero MG e il Ponte Romano
Prendiamo il sentiero MG, che dal cimitero porta in breve a un autentico gioiello storico: il Ponte Romano. Un luogo che trasmette la sensazione di camminare davvero sulle tracce del passato, tra pietre antiche e natura che le avvolge.

Dal sentiero 153 al Burchio
Il percorso prosegue con il sentiero 153, che diventa strada asfaltata fino al Burchio e poi carrabile sterrata. Una salita costante, impegnativa ma mai eccessiva, che prepara alle emozioni del passo successivo.
Il Passo delle Tre Croci
Arrivare al Passo delle Tre Croci è come aprire una finestra su un nuovo mondo. Il panorama si allarga, lo sguardo corre lontano e ogni goccia di sudore viene ripagata dalla bellezza del paesaggio.
Deviazione verso il Rifugio di Monte Cavallo
Una breve deviazione pianeggiante porta al Rifugio di Monte Cavallo. Anche se oggi è chiuso, resta un punto che profuma di storia escursionistica. Qui una volta il viavai era continuo, oggi regna il silenzio.
Sentiero 101 verso Monte Cavallo
Dal rifugio torniamo indietro e prendiamo il sentiero 101 a sinistra verso Monte Cavallo. Il bosco ci accoglie con i suoi profumi e il terreno morbido, in un continuo saliscendi che rigenera i sensi.
Monte Piannaccetto
Il cammino ci porta fino a Monte Piannaccetto, dove i suoni del bosco diventano compagni di viaggio. È un tratto dolce, che invita a rallentare e godersi ogni passo.
L’incrocio con il sentiero del Monte Toccacielo
Raggiungiamo un incrocio che conduce al Monte Toccacielo. Potremmo proseguire, ma scegliamo invece di prendere la discesa del sentiero 105: il richiamo del ritorno si fa sentire.
La lunga discesa del sentiero 105
Ed ecco la parte più impegnativa: la lunga discesa del sentiero 105 verso Case Calistri. Fuori allenamento, la fatica si fa sentire nelle gambe e nel fiato. Ma ogni metro in meno di dislivello porta più vicino al punto di partenza.
Rientro a Case Calistri
Finalmente rientriamo a Case Calistri. Stanchi, ma con il cuore pieno. Un anello che mette alla prova ma regala anche tanta soddisfazione: il ritorno al trekking non poteva avere cornice migliore.
Consigli pratici per il trekking a Monte Cavallo
- Difficoltà: media, con salite costanti e una discesa lunga e impegnativa
- Dislivello: circa 700-800 metri
- Tempo medio: 5-6 ore con soste
- Attrezzatura: scarponi da trekking, bastoncini per la discesa, acqua e snack energetici
- Periodo migliore: primavera e autunno, ma anche in estate se si parte presto
Il trekking al Rifugio di Monte Cavallo è molto più di una camminata. È un viaggio nella memoria, tra luoghi che hanno fatto la storia dell’escursionismo locale, e una sfida personale che regala emozioni autentiche. L’Appennino Bolognese sa sempre sorprendere, e ogni sentiero è un invito a ritrovare se stessi.
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Che cara!